Per la raccolta delle notizie sulle tradizioni del ciclo dell'anno e della vita umana, non abbiamo ritenuto opportuno seguire alla lettera i "Questionari per inchieste folkloristiche regionali" di G.B. Bronzini, ma abbiamo preferito seguirne solo lo schema, facendo parlare liberamente l'interlocutore.
Non crediamo che il modo da noi seguito sia dopotutto errato, in quanto, se da un lato non fornisce una visione precisa e sistematica delle tradizioni del paese, che possa essere confrontata con quella di altri, dall'altro pero' da' ampio spazio alla descrizione omogenea e non frammentaria di alcune feste pi? importanti: cio' naturalmente dipende anche dalla capacita' degli interlocutori.

Feste del ciclo della vita umana

Per quanto riguarda il ciclo della vita umana, ci siamo basati su cio' che ci hanno detto i coniugi M.

Gravidanza e nascita. Le donne incinte lavorano regolarmente, eseguendo nei campi anche i soliti duri lavori.
Ma vengono rispettate e godono di privilegi: esse vengono accontentate di tutto cio' che desiderano mangiare, per evitare che il desiderio insoddisfatto resti sulla pelle del bambino ("ulia").
Debbono stare attente a non passare sul sangue di animali uccisi in casa, come il maiale.
Per prevedere il sesso del bambino si usa, oltre che studiare la forma del ventre, sommare le "r" presenti nei nove mesi di gravidanza, piu' le "r" dei nomi e cognomi dei genitori, se la somma risultante pari il sesso sara' femminile; se dispari maschile.
Quando il bambino nasce, non c' nessuna regola che ordini il comportamento del padre, e ad aiutare la partoriente sono le vicine di casa.
Il bambino, dopo essere stato lavato, viene fasciato, e l'acqua del catino viene buttata fuori di casa se maschio, viene invece schizzata in casa se femmina.
Battesimo. Il battesimo poteva aver luogo, senza regole precise, anche due giorni dopo la nascita.
La cerimonia era semplice: il bambino, senza la madre, portato in chiesa da chi lo aveva fatto nascere, era preceduto da un bambino (o bambina), con una ciotola in mano: questa conteneva un pezzo di pane scrostato, un pio' d'acqua, un'arancia su cui si erano fissate le monete che dovevano andare al prete: sul manico della ciotola posta un pio' di ovatta, con la quale poi il prete bagna la bocca del bambino con acqua salata.
Al bimbo, come agli sposi, viene fatta compiere al ritorno verso casa una strada diversa. I complimenti sono semplici e consistono in massima parte nell'offrire ai vicini e agli amici liquore fatto in casa.
Sposalizio. Dopo l'ambasciata, sono i genitori che decidono per il si o per il no.
Il giuramento avviene un mese prima dei matrimonio, ma mai di venerdi'.
La cerimonia dello sposalizio avviene di domenica; la sera sotto il letto degli sposi si pongono dei giornali e il vomere; accanto alla porta, nell'interno, il setaccio ("u cilivere").
I giornali hanno il potere di intrattenere con la loro lettura gli spiriti maligni e i cattivi pensieri fino alla mezzanotte, dopo di che l'invidia non ha alcun potere; il vomere il simbolo della virilita', necessaria allo sposo per assicurare la vita; anche il setaccio evidentemente deve fermare gli spiriti maligni, che cercano di entrare in casa. Ma la festa importante e interessante "u lunnerii": i parenti il giorno dopo lo sposalizio, cio il lunedi', si recano a casa degli sposi: essi recano appunto "u lunnerii", costituito dal "lmenzetummene" ( un recipiente che fa da unita' di misura del grano ), abbellito all'esterno e contenente grano; nel grano si introducono rami di arancio, con i suoi frutti se la stagione, altrimenti con melograni, cioccolate ed altro.
Nel grano si mettevano anche cipolle vecchie, una ciotala ("u starre") piena di legumi, ed un lumicino ad olio ("a luce").
Postosi il tutto sul capo, si doveva stare attenti a non far spegnere il lume, mentre si entrava nella casa degli sposi.
"U lunnerii" veniva poi consegnato alla sposa, e chi lo aveva portato veniva invitato a pranzo.
Per otto giorni gli sposi dovevano stare in casa : in caso di bisogno di lavoro, solo la donna trascorre in casa gli otto giorni: se non lo facesse i piatti di casa si romperebbero.
La morte. Il lamento funebre, ancora esistente nei funerali del ceto popolare, non abbiamo potuto registrarlo . non essendoci piu' lamentatrici di professione Dopo il funerale, la sera, si usava, ed ancora (in alcuni funerali) si usa, porre sulla cassa ai piedi del letto una fetta di pane, un bicchiere d'acqua, ed un lume.
Nei giorni successivi al funerale i famigliari del defunto ricevono damangiare dai parenti; nelle feste dell'anno non fanno cucine particolari e caratteristiche delle feste, ma ricevono doni dagli stessi parenti.


 
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